venerdì 27 febbraio 2009


La Teeranga senegalese

L'ospitalità senegalese ha una reputazione che oltrepassa le frontiere di un paese dove i saluti sono molto importanti.

Non siate dunque troppo sorpresi per questi saluti a ripetizione:i senegalesi si salutano e si dicono buongiorno ogni volta che si incontrano. Anche se le persone non si conoscono o si incontrano più volte al giorno, ogni volta si danno la mano (senza stringere troppo.) Al saluto mussulmano "Salaam aleikoum", d'obbligo anche di fronte a persone che non sono mussulmane, risponderete "Aleikum asalaam". E' infine possibile l'utilizzo del wolof e, e al tradizionale "Nangadef?"(come stai?) risponderete "mangui fi rek"(sono qui).
La Teeranga si esprime ancora attraverso la cerimonia del thé, "ataya",che resta un importante segno di ospitalità. Il thé è una bevanda per chiacchierare e da offire agli amici, si beve ogni momento della giornata, ma attenzione questa "cerimonia" puo' durare da una a piu'ore. E' in effetti servito in tre volte e, se accettate il primo sarebbe poco educato rifiutare gli atri due; il primo come la morte, il secondo più dolce come la vita e il terzo dolcissimo come l'amore.
Infine i pasto senegalese é un momento privilegiato di condivisione, é consumato in un piatto comune ed é buona abitudine servirsi con la mano destra.

venerdì 6 febbraio 2009


La forza di un continente

L'Africa esprime grandi diversità linguistiche e culturali, economiche e sociali. Eppure c'é un elemento che accomuna tutti gli africani: una inesauribile forza vitale che nulla ha mai stroncato e capace di far scaturire un senso di identità che é semplicemente quella dell'essere umano, di ogni singolo essere. Se dovessi usare un solo aggettivo per esprimere la sensazione che l'Africa procura userei "estremo". Guardandola dall'esterno verrebbe da pensare che non c'é scampo, che agire é una perdita di tempo. Poi se ti capita come é capitato a me di andare a vivere per qualche tempo con gente malata di Aids ma fiera, con bambini orfani e denutriti ma sorridenti, con donne condannate a morire nel giro di pochi mesi ma pronte a danzare e a cantare per te, pensi: ecco i Bodhisattva della terra, ecco da dove cominciare.

Antonella Sinopoli "L'Africa non é lontana"
"Il Nuovo Rinascimento: buddismo per la pace , la cultura e l'educazione" N°405 1° Ottobre 2008